RELEASE FATHER SAAD LIBERATE PADRE SAAD: 2006-08-20

8/26/2006

Iraq: religiosi musulmani e cristiani, sempre più bersaglio di attacchi e sequestri

Monsignor Phillipe Najeem parla della grande paura che serpeggia fra i cristiani

ROMA, venerdì, 25 agosto 2006 (ZENIT.org).- Uno dei fattori piu' complicati della guerra in Iraq e' l’effetto che essa ha sugli innocenti, come, per esempio, quando le chiese diventano dei bersagli invece di essere dei rifugi di pace.

Il 15 agosto, padre Hanna Saad Syrop e' stato sequestrato in Iraq mentre faceva ritorno alla sua abitazione dopo aver celebrato la Messa. Un mese dopo, un altro sacerdote è scomparso nel nulla mentre molto tempo prima la stessa sorte era toccata ad un Vescovo siriano.

Monsignor Phillipe Najeem, rappresentante del Patriarcato caldeo di Baghdad presso la Santa Sede, ha espresso a ZENIT la sua preoccupazione per la comunità cristiana irachena in questo clima di inquietudine e violenza.

“Siamo molto preoccupati per la situazione e cio' che succede può recar danno alla nostra comunita' – caldea oppure no, cattolica oppure no –”, ha spiegato monsignor Najeem. “Questo sequestro di sacerdoti e gente religiosa è un nuovo elemento, insieme con il bombardamento delle chiese o moschee”.

La comunità cattolica caldea e' la maggiore comunità cristiana in Iraq. Attualmente, i cristiani iracheni temono di poter divenire bersagli mirati di attacchi per il fatto di aver sempre svolto un ruolo decisivo nella vita del Paese.

“Tuttavia non esistono vere ragioni per tali azioni – sostiene monsignor Najeem –. E’ una situazione molto confusa che sembra essere stata organizzata da alcuni gruppi estremisti che cercano di creare il caos nel nostro Paese e fare in modo che la gente soffra ancora di piu'”.

Monsignor Najeem ha poi lanciato un appello ai sequestratori del sacerdote caldeo. “Chiediamo ai sequestratori che usino la loro coscienza e liberino padre Saad – ha continuato –. E’ un sacerdote stupendo che ha sempre servito la sua comunita' e la sua Chiesa e che non ha nulla a che vedere con la situazione politica”.

E ancora piu' importante, per monsignor Najeem, questo giovane sacerdote “e' iracheno e oggi abbiamo bisogno di ciascun iracheno per costruire un nuovo Iraq – noi siamo un popolo –. Dobbiamo cercare un nuovo futuro insieme ai nostri figli”.

ZI06082512

8/25/2006

Padre Saad libero! Locandina per le chiese


Raccogli adesioni all'appello per la liberazione di Padre Saad!
affiggi nella tua chiesa una locandina informativa, organizza iniziative di solidarietà e di preghiera.

Su Riconciliazione.it puoi trovare una locandina (in pdf) da affiggere in chiesa od in altri locali pubblici.

8/23/2006

150 adesioni da 22 nazioni per l''appello per la Liberazione di Padre Saad Sirop Hanna 8sacerdote cattolico caldeo) da 7gg. sequestrato a Baghdad





Riconciliazione.it

RELEASE FATHER SAAD Petition

E’ ormai passata una settimana da quando Padre Saad Sirop Hanna, è stato sequestrato a Baghdad.


Sfortunatamente non ci sono ancora notizie su di lui, ma il desiderio è quello di cercare di mantenere viva l’attenzione sul suo caso.

Questa è una delle ragioni per cui ogni firma aggiunta all’appello per la sua liberazione è importante, l’altra è che quando Padre Saad tornerà tra noi, sarà felice di sapere che tante, molte persone, che lo hanno conosciuto o meno, hanno dedicato alcuni minuti della propria vita a lui.

Ad oggi, 23 di agosto 2006, sono state raccolte oltre 150 adesioni.

Adesioni da: Australia,Belgio,Canada,Danimarca,Francia,Germania, Gran Bretagna, India, Iraq, Irlanda ,Italia,libano,Norvegia, Nuova Zelanda,, Olanda ,Palestina,Perù, Sierra Leone, Slovenia, Svezia, Svizzera, U.S.A.

Tra gi aderenti:


Hans von Sponeck (Germany)

dal 1998 al 2000 coordinatore delle Nazioni Unite in Iraq del programma "Oil for Food",dimesso nel 2000 denunciando l'embargo all' Iraq. Docente di demografia e antropologia, ha lavorato per più di trent'anni per l'Onu.

Yonadam Y. KANNA (Iraq) segretario generale del Movimento democratico assiro (Zowaa),

Francesco Lo Cascio (promotore) segreteria nazionale del Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR- IFOR)

Maia Antonietta Malleo rappresentante all’UNESCO del’IFOR

Olivero Fredo Direttore Ufficio Pastorale Migranti Torino

Luigia Storti Ufficio Pastorale Migranti Torino, referente progetti Iraq

don Renato Sacco, Mosaico di Pace- Pax Christi Italia

Giovanni Notari s.J. direttore dell' Istituto di Formazione Politica 'Pedro Arrupe', Palermo, Italia

Carlo Molari (Teologo moralista) Dal 1961 al 1968 è stato Aiutante di Studio della Sezione dottrinale della S. Congregazione per la Dottrina della Fede. Per un decennio ha svolto la funzione di segretario dell'Associazione teologica italiana (ATI) e di membro del Comitato di consultazione della sezione dogma della rivista internazionale Concilium.

G. Simon Harak,(gesuita) has a B.A from Fairfield University, an M.div. from the Jesuit School of Theology at Berkeley, and an M.A. from the University of Notre Dame. He also has a Ph.D. in Ethics, from Notre Dame. Simon has been active in the Peace Movement and helped found Voices in the Wilderness, which was nominated in 2001, 2002, and 2003 for the Nobel Peace Prize. He has traveled to Iraq three times with VOICES, where he openly and publicly violated US/UN sanctions, to bring medicine and toys to Iraqi hospitals. In September, 2003, Simon became Anti-Militarism Coordinator at the National Office of the WRL.

Ean-Benoit Charrin, (Svizzera) of Dominicans for Justice and Peace,

Renée Girardet (Svizzera) Secrétaire de l'IRSB Institut romand des sciences bibliques

H.Vesseur (OSB –Benedettini) Netherlands - Contemplatief Verband van Christenen

Antonino Drago Ordinario Università di Napoli , Movimento della Comunità dell’ Arca

Enrico Peyretti direttore de "il Foglio", movimento nonviolento

Vappereau Benedicte-Fleur MIR francese

Letizia Battaglia Giornalista e fotoreporter, Palermo

Andrea Cozzo ricercatore facoltà di lettere università di Palermo

Farid Adly Associazione Culturale Mediterraneo ANBAMED, notizie dal Mediterraneo [collaboratore del "Corriere della Sera", di Radio Popolare e del "Manifesto"]

Fra Stefano Dubini frate cappuccino Segretariato Migranti Bergamo

Arianna Ballotta Presidente di Coalizione Italiana contro la Pena di Morte

Kohler Alexandra (Svizzera) Chaldean Sisters

Fr. Rayan Atto (Roma) seminarista caldeo Iracheno

F. Aysar Elias Saaed (Roma) seminarista caldeo Iracheno

8/22/2006

Appello del Patriarca Caldeo per la liberazione del sacerdote sequestrato a Baghdad



PER FIRMARE LA PETIZIONE VEDI SOTTO



MISNA IRAQ 22/8/2006 14.40

APPELLO PER LIBERAZIONE SACERDOTE CALDEO RAPITO UNA SETTIMANA FA


Church and Mission, Standard


“L’unica cosa che chiediamo è che non venga fatto del male a padre Saad Sirop Hanna e che il nostro sacerdote venga lasciato libero il prima possibile”: è l’appello che il Patriarca dei Caldei, monsignor Emmanuel Delly III, ha lanciato oggi attraverso la MISNA ai rapitori di padre Hanna, il sacerdote sequestrato esattamente una settimana fa, subito dopo la celebrazione dell'Assunta, nel quartiere meridionale di Dora a Baghdad “Chiedo a tutti di pregare affinché il Signore dia pace e sicurezza a tutti gli iracheni e a tutte le Chiese” ha detto ancora il Patriarca, il quale ha confermato le voci raccolte dalla MISNA nei giorni scorsi riguardo a un “ingente riscatto” chiesto per la liberazione del sacerdote. “Vogliono soldi. Non so quanti. Ma chi ha preso padre Hanna non ha neanche la minima idea del fatto che la Chiesa Caldea è una Chiesa missionaria che segue i suoi fedeli quando emigrano nel mondo e che vive delle donazioni e della generosità dei suoi fedeli” ha aggiunto alla MISNA monsignor Delly. Fonti del patriarcato di Baghdad hanno detto di essere state contattate telefonicamente nei giorni scorsi da persone che si sono presentate come i rapitori di padre Hanna, le quali avrebbero confermato lo stato di buona salute del giovane sacerdote. Secondo le testimonianze raccolte nei giorni scorsi dalla MISNA il sequestro del padre caldeo (che ai primi di settembre sarebbe dovuto arrivare in Italia per terminare un dottorato in filosofia) sarebbe stato compiuto da un gruppo ben organizzato, in grado di evadere anche i controlli della sicurezza recentemente predisposti dal governo iracheno proprio intorno al quartiere di Dora. Negli ambienti cristiani di Baghdad la notizia del sequestro di padre Hanna continua a suscitare profonda preoccupazione, dal momento che nessuno dei precedenti sequestri che avevano coinvolto religiosi era mai durato più di 24 ore. [MZ]

8/20/2006

RELEASE FATHER SAAD Petition

RELEASE FATHER SAAD - LIBERATE PADRE SAAD


Father Saad Sirop Hanna is a catholic chaldean priest from Baghdad who was kidnapped on the 15 of August, as soon after the afternon Mass in the dangerous southern area of Dora. There are no news of him by now, it is only known that a very high ransom has been requested to the Chaldean Church.
This kidnapping follows, after neither a month, the one of another catholic chaldean priest, Fr. Raad Washan Sawa, who was released the day after his kidnapping and after having been threatened to be killed if he would not prepare a ransom of 200.000 $. Now Fr. Raad is safe abroad, but it’s not the case of Fr. Saad, still in the hands of his kidnappers after 4 days.
Today the Pope, Benedetto XVI, appealed to the kidnappers to release the abducted priest, and this appeal follows the one made by all the christian catholic and orthodox Iraqi leaders who called upon Government help by a letter addressed to the Iraqi President, Jalal Talabani, and to the Prime Minister, Nouri Al Maliki.
Father Saad Sirop is young, he is only 34 years old, and in Baghdad he runs the church of Saint Jacob and the Theology Department at Babel College, the only university-level Christian institution in Iraq, but he is a little bit Italian too as he lived in Rome for some years to study, and as he was coming back to Rome to complete his master.
Father Saad’s kidnapping is another heavy blow to the Iraqi Christian community, and for this reason we join those who appealed to Father Saad’s kidnappers:
RELEASE FATHER SAAD


Padre Saad Sirop Hanna è un sacerdote cattolico caldeo di Baghdad che è stato rapito il 15 agosto, subito dopo la Messa pomeridiana nel pericolosissimo quartiere meridionale di Dora. Ad oggi non ci sono ancora sue notizie, si sa solo che è stata avanzata una ingente richiesta di riscatto.
Questo sequestro segue, dopo neanche un mese, quello di un altro sacerdote cattolico caldeo, Padre Raad Washan Sawa, liberato il giorno dopo il rapimento con la minaccia di ucciderlo se non avesse preparato un riscatto di 200.000 $. Oggi Padre Raad è al sicuro all’estero, ma non è così per Padre Saad, ormai da 4 giorni nelle mani dei suoi sequestratori.
E’ di oggi l’appello del Pontefice Benedetto XVI per la liberazione del sacerdote che segue quello che tutti i capi religiosi cristiani iracheni, cattolici ed ortodossi, hanno rivolto al governo iracheno con una lettera indirizzata al Presidente Jalal Talabani ed al Primo Ministro Nouri al-Maliki.
Padre Saad Sirop è giovane, ha solo 34 anni, a Baghdad è parroco della chiesa di Saint Jacob e dirige la sezione teologica del Babel College, l’unica facoltà di insegnamento cristiano in Iraq, ma è anche un po’ italiano dato che ha vissuto a Roma per alcuni anni per motivi di studio e dato che è a Roma che avrebbe dovuto tornare per la specializzazione.
Il rapimento di Padre Saad è un altro brutto colpo per la comunità cristiana irachena, e per questa ragione ci associamo agli appelli già rivolti ai rapitori:
LIBERATE PADRE SAAD

www.Riconciliazione.it